Rifugio Telegrafo con bambini

Rifugio Gaetano Barana, chiamato semplicemente Rifugio Telegrafo, è il rifugio più in quota del Monte Baldo, situato ad un’altitudine di 2.147 m, in prossimità della punta Telegrafo, da cui appunto prende il nome.

Raggiungere il Telegrafo non è facile: i sentieri per arrivarci sono o lunghi, o richiedono un certo allenamento e preparazione, ma se vi è mai balenata in mente l’idea di andarci con i vostri bambini, non abbiate dubbi: si può fare. L’unico avviso è di non aspettarsi le caprette, asinelli, scivoli e truccabimbi al vostro arrivo: questa gita sarà una gita schietta ed è adatta a chi ama le cose semplici e genuine.

Sono salita al Rifugio Telegrafo con mio figlio di 6 anni. Per scegliere l’itinerario più adatto a noi ho consultato il sito https://sites.google.com/site/equipenatura/rifugio-telegrafo-come-arrivare Il sito è molto informativo e descrive bene i sentieri, studiando bene i vari percorsi, potrete scegliere il sentiero più adatto a voi. Visto che ero da sola con mio figlio, ho scelto di fare il sentiero “Agostino Goiran”, che era abbastanza lungo ma assolutamente fattibile. Come ben vedrete, non ci sono sentieri di livello “facile” per arrivare al rifugio: tutti i sentieri sono di difficoltà “media” o “medio alta”.

Facendo brevi soste per ricaricarci con la cioccolata noi abbiamo impiegato circa 3 ore per arrivare al rifugio. Il dislivello era tanto,  ma andando piano e facendo piccole soste siamo saliti al rifugio senza grosse difficoltà.

Il sentiero comincia, come descritto sul sito di Equipenatura, dal secondo tornante dopo l’orto botanico di Novezzina, da lì troverete subito le indicazioni per il sentiero CAI 657.

Il primo tratto del percorso è erboso e verde e dopo diventa sempre più sassoso. Troverete le indicazioni molto chiare lungo il sentiero: non potete perdervi o sbagliare. Abbiamo visto tanti camosci lungo il nostro percorso, era molto bello osservarli in libertà.

Al rifugio si può pranzare, cenare e pernottare. È fortemente raccomandato avvisare i gestori del rifugio prima del vostro arrivo, specie nei weekend di bel tempo. A causa delle restrizioni per il Covid-19, la capienza di accoglimento per gli ospiti è diminuita, quindi chiamate o consultate la pagina Facebook del rifugio prima di salire.

Il punto forte di questo rifugio è il panorama appagante che si apre dopo la faticosa salita. Qui qualche fotografia:

 

Mi ha aiutato molto nella preparazione, ancora prima di salire, la rubrica sulla pagina fb del rifugio #CONOSCIILTUORIFUGIO, nella quale i suoi gestori spiegano la vera vita in quota: qui non arriva corrente elettrica e non c’è l’acqua potabile, in questo rifugio non arrivano le jeep per le comode consegne di provviste (tutto quello che serve viene mandato su con la teleferica) e persino lo spurgo delle fognature viene fatto… a mano! Qui non troverete la rete wi-fi e neppure le fontanelle con la sorgente alpina di acqua fresca, perciò è meglio essere informati su alcune cose. Dai suoi clienti i gestori richiedono un semplice rispetto per il loro lavoro, perché lassù è tutto molto più complicato di quanto un comune visitatore può aspettarsi.

 

È stato bello spiegare tutto questo a mio figlio che ha apprezzato molto la nostra piccola gita mamma-figlio. Andateci anche voi, ne rimarrete contenti! Non per sminuire le mie capacità ma per incoraggiarvi, vi posso garantire che, se ce l’abbiamo fatta io e Thomas in solitaria, ce la potete fare sicuramente anche voi!

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